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Ecco il racconto, sempre aggiornato, tratto dalle
lettere che ci ha inviato Manuela, della missione
possibile alla Missione Impossibile nel Purùs.
1 agosto
Ciao a tutti! carissimi del gruppo I
Ponti, sono arrivata a Rio Branco, sto bene ed il
viaggio e´ stato ottimo. Sono in un albergo del
centro. Le persone, come gia´saprete, sono
fantastiche, accogliente e disponibili, non si fa
nemmeno in tempo a sentirsi soli o fuori casa... Qui di
seguito cé´la mail che ho spedito a Padre
Miguel riguardo l´arrivo a S. Rosa do Purus
(localita´ad 1 GIORNO DI CANOA da`Puerto
Esperança). Con láereo dovrei aspettare qui
quasi una settimana. Se il fiume fosse navigabile
invece, partirei anche domani con L'ÁUTOBUS e poi
in barca Ringrazio tutto il Gruppo I Ponti e vi mando
un caro saluto.
MANUELA
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ciao Miguel,
ti scrivo da Rio Branco. ieri ho
passato il primo giorno qui dedicandolo a capire
come arrivare a S. Rosa. Ecco cosa ho
scoperto:
L´aereo della radial costa molto,
330 reais solo andata, e parte solo la prossima
settimana, dopo lunedi´ (giorno ancora
imprecisato).
L´autobus fino a senna
madureira c´e´ ogni giorno
(probabilmente cé´pure fino a manoel
urbano, forse mi copnviene arrivare la´?)
soltanto che molti dicono che probabilmente la
parte di fiume da senna madureira in poi non
e´ navigabile in questo periodo. cosa pensi?
trovero´ qualche barca a senna madureira? mi
conviene arrivare a manoel urbano? ci sono barche
da li´? costa meno delláereo? oggi
provo a telefonare alla signora Maria GraÇa.
forse lei sa dirmi se´il fiume e´
navigabile e arrivano barche a santa rosa. QUI A
RIO BRANCO NESSUNO SA NULLA SU QUEI POSTI.
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4 agosto
Carissimi del gruppo i ponti, oggi è il quarto giorno
a Rio Branco; questi primi giorni sono stati dedicati a
capire come arrivare a Puerto Esperanza.
Oramai mi sono adattata a Rio Branco, il centro
l'ho girato in lungo e in largo,
ho conosciuto tutti i poliziotti della zona, quelli
dell'ufficio di immigrazione, quelli del wwf
dellácre e mi sono beccata anche léxpo dello
stato. Sarei partita oggi per Santa Rosa du Purus (a
solo 1 giorno di canoa da Puerto Esperanza dove si
trova la missione) ma ho avuto un problema tecnico e ho
dovuto rimandare. Parto col prossimo volo. Il fiume
Purus è in secca, dunque il viaggio in barca
durerebbe fra i 3 giorni e la settimana, partendo da
Sena Madureira, località a 3 ore di autobus da
Rio Branco. Ho deciso di evitare il viaggio via
fluviale perchè troppo lungo. L'aereo costa
molto ma rimane l'unica soluzione. Prenderò il
primo che parte.
C'è una compagnia che parte
direttamente da Rio Branco ed ho scoperto che
c'è un pilota illegale (vuol dire che non
lavora con nessuna compagnia) che parte da Sena
Madureira. Probabilmente domani andrò in questa
località (che è meno cara di Rio Branco) e là
aspetterò il volo. I voli partono quando ci sono
abbastanza passeggeri. Se non sei un tipo paziente
è meglio non venire da queste parti.. io aspetto,
mi sento quotidianamente con Miguel ed ho parlato con
la famiglia che mi aspetta a Santa Rosa du Purus per
portarmi alla missione di Puerto Esperanza.
Sto bene e sono contenta di essere qua!
a presto risentirci!
UN SALUTO A TUTTI
6 agosto
Sono arrivata oggi a Santa Rosa du Purus con l'aereo.
Il viaggio e'stato meraviglioso... non avevo mai sorvolato la foresta.
Ero senza parole.
Sono stata accolta benissimo dalla famiglia amica di padre Miguel e
domani si parte per Puerto Esperanza, all'alba in canoa.
Vi scrivero' da là al piu'presto, un abraço
manuela
10 agosto
ciao a tutti!
Sono a Puerto Esperanza da tre giorni.
Sono nella missione di padre Miguel e mi trovo molto bene.
Abbiamo viaggiato fin qui in canoa da Santa Rosa del Purus, 10 ore di
navigazione con quella famiglia amica del padre. E' andato tutto bene,
abbiamo anche visto i delfini rosa e altre meraviglie di questa terra.
LA PRIMA COSA che mi ha detto il padre e che ha continuato a ripetere
per tre giorni e' stata "benvenuta nella prigione del Purus". E' un tipo
deciso e senza mezzi termini padre Miguel...
a presto risentirci dunque.
un caro saluto a tutti
Manuela
13 agosto
Carissimi del gruppo i ponti
Sono a Puerto Esperanza da 5 giorni.
sto bene e mi trovo altrettanto bene. padre miguel e' in forma e sempre
molto attivo e combattivo. Da domani mi rechero' con un professore a
visitare una delle tante comunita' indigene per 4 giorni circa. Credo
sia importante, oltre a conoscere Puerto Esperanza e la sua situazione,
visitare le comunita' lungo il fiume in cui vive fra l'altro la maggior
parte della popolazione del Purus.
un saluto a presto
Manuela
21 agosto
Carissimi, qui stiamo tutti bene, il terremoto non si e' sentito nel
Purus. Non vi ho scritto in questa settimana perche' sono andata a
visitare un villaggio accompagnando un professore del secondario (come
le nostre scuole medie piu' 2 anni).
Nella regione del Purus ci sono 44 comunita' indigene; fra queste 3 sono
di Ashaninka venuti da Satipo (regione serra) a causa dell'intenso
popolamento della zona da parte dei coloni. Gli Ashaninka sono molto
organizzati e coesi. La principale differenza rispetto agli altri gruppi
e' che gli Ashaninka sono agricoltori e gli altri cacciatori raccolgitori.
Coltivano in modo sistematico e vendono alcuni prodotti agricoli a
Puerto Esperanza. E' interessante vedere la realta' delle comunita' di
altre etnie del Purus. Domani parto con padre Miguel per andare in
alcune comunita' dell'alto Purus a due giorni di canoa da qui; lui va
per battezzare i bambini. Torneremo fra una settimana. La realta' del
Purus e' molto complicata; giorno per giorno la mia comprensione diventa
piu' profonda e cerco di ricomporre questo incredibile puzzle. da un
lato la questione della strada e del parco istituito dal wwf e dall'altra
capire qual'e' la situazione delle comunita'. Mi dispiace non avere il
tempo per dilungarmi ma domattina si parte all'alba, di solito alle 5.
Prometto che mi rifaro' al piu' presto.
statemi bene!
un saluto
manuela
31 agosto
carissimi dei ponti,come va?
Qui in purus va tutto bene, padre miguel e' sempre in forma ed anche io sto bene.
Siamo ritornati l'altro ieri dal nostro viaggio lungo l'alto purus.
dovete saper che il fiume purus nasce dall'incontro dell'alto purus e del fiume curanja. in questa settimana abbiamo risalito parte dell'alto purus visitando varie comunita' indigene. viaggiare lungo il rio e' molto suggestivo e affascinante. man mano che lo si risale la natura diventa piu' bella e si vedono piu' animali; abbiamo visto le scimmie rosse che mangiano l'argilla delle pareti fluviali e gli ara macao che si rincorrono nel cielo.
la notte dormivamo nelle spiagge che si creano nella stagione secca col ritirarsi del fiume. si cucina a legna (se fosse per padre miguel si mangerebbe solo tonno in scatola) riso, banane (fa parte degli alimenti di base, si fanno fritte, arrostite bollite), carne di selvaggina o pesce salato scambiato con gli indigeni delle comunita' che visitavamo.
in una comunita' abbiamo mangiato coccodrillo bianco, la sua carne e' simile a quella del pesce;
chiaramente il viaggio lungo il fiume e' anche un po' scomodo perche' nella stagione secca si viaggia solo in canoe di ridotte dimensioni che spesso si arenano o battono sui pali nascosti dall'acqua, se ti va bene ti bagni e se ti va male affondi...
abbiamo viaggiato assieme a due infermiere che lavorerano in un centro di salute per le comunita' indigene istituito dal vicariatio di puerto maldonato.
la situazione del purus e' molto complessa.
La questione della strada e del parco del wwf piano piano si chiarifica anche se e' enormemente complicata.
E' ormai una questione politica in cui ci sono due fazioni contrapposte, coloro che sono in favore e coloro che sono contro la strada.
in realta' la maggior parte dei prolemi del purus non sono originati dall'esistenza del parco ma dalla corruzione, dal disinteresse dei governi regionali e locali, dall'abbandono da parte del governo centrale. soprattutto l'educazione non e' in buono stato eil piccolo ospedale non dispone nemmeno di un mezzo per evacuare le emergenze a pucallpa.
un grande problema e' costituito dal difficile accesso di merci, combustiile e persone; in purus esiste uin vero e proprio "monopolio dell'accesso" detenuto da chi noleggia l'aereo delle forze armate, trasporta chi vuole e arriva quando vuole,fa il prezzo del trasporto di merci e persone e stabilisce il prezzo del combustiile ( piu del doppio che nel resto del paese), e per concludere ritorna a pucallpa con un ricco carico di legname. andata e ritorno da pucallpa costano circa 800 soles.
i voli civici a 150 soles andata e ritorno, finanziati dallo Stato sono quasi un ricordo. questa situazione da origine alla famosa isola di cui parla padre miguel. A causa dell'isolamento i prezzi salgono di 3 o 4 volte rispetto al resto del paese.
nei prossimi giorni andro' a visitare la zona del curanja con le infermiere del vicariato.
se non vi annoio continuero' questo racconto nella prossima e-mail,
un caro saluto dal purus! A presto
manuela
11 settembre
carissimi dei ponti,
sono ritornata da
qualche giorno dal viaggio lungo il fiume Curanja.
questa volta non ho viaggiato con Padre Miguel ma con 2
meravigliose infermiere che lavorano in un posto medico
nella comunita' di Miguel Grao per un progetto del
vicariato. La comunita' di Miguel Grao si trova proprio
nel punto di incontro fra i due fiumi, il Curanja e
l'alto Purus; ho avuto modo di passare qualche giorno
nella comunita' stessa e partecipare ad una festa
rituale che si chiama mariri'. questa festa dura
l'intera giornata ed inizia con la pittura corporale di
tutta la comunita'. in realta' inizia anche prima
perche' per celebrarla ci vuole molto cibo, dunque gli
uomini devono andare a caccia i giorni prima. il
mariri' a cui ho partecipato comprende danze e canti,
condivisione del cibo ed in 2 momenti si esegue una
specie di rappresentazione rituale all'entrata nella
nel villaggio di una parte della comunita'. Mi spiego
meglio: meta' della comunita' arriva e si ricongiunge
con l'altra secondo uno schema di rappresentazione
teatralizzata (di cui evitero' il racconto
dettagliato per non annoiarvi)e che si esegue con i
costumi fatti con gli adorni della foresta. In seguito
si mangia assieme: una meta' della comunita',i "figli
della tigre" offrono il cibo all'altra
meta', i "figli del puma". Successivamente (la sera)
saranno invece i "figli del puma" ad offrire il cibo a
coloro che gliel'hanno offerto precedentemente. Il cibo
si mette su foglie di palma e si consuma insieme agli
altri membri del proprio gruppo. Credo che il senso di
questa festa sia quello di rinsaldare ritualmente la
reciprocita' fra le 2 meta' che compongono la societa'
cashinahua. L'appartenenza ad uno dei 2 gruppi e'
legata alla parentela e si eredita per via paterna: la
sua ragione di esistere e' anche quella di regolare lo
scambio delle donne fra le famiglie. Chi appartiene ad
una meta' si puo' sposare soltanto con un membro
dell'altra meta'. Cio' garantisce che non ci si sposi
tra parenti molto prossimi. Con l'arrivo dei meticci
l'imprescindibilita' di questa regola sta' venendo meno
e si verificano casi di malformazioni e di handicap fra
i bambini che nascono da queste unioni fra parenti
dello stesso gruppo. Oltre a ribadire la reciprocita'
fra le due meta' e rinsaldare la struttura sociale
cashinahua il mariri' e' una festa propiziatoria. Si
chiede un buon raccolto e si ringrazia per gli alimenti
ricevuti. Le danze si svolgono attorno ad un piccolo
altare in cui vengono collocati tutti i prodotti della
propra terra: banane, mandioca, peperoncino, arachini,
mais ecc. mi dicono che il mariri' e' una festa che "si
sta `perdendo " , come tante altre feste che si
facevano in passato.
Le comunita' sono molto
accoglienti; io mi diverto a giocare con i loro bambini
stupendi.
Da Miguel Grao siamo partiti per il fiume
Curanja che e' un fiume piccolo ed in questo periodo di
secca e' ancora piu' difficile da navigare; la prima
notte ed il secondo giorno ci ha sorpresi la pioggia
bagnandoci fino all'osso. Non sono mancati gli
incontri: abbiamo visto la specie di cervo senza
corna della foresta di cui non conosco il nome. Una
mamma col suo piccolo che bevevano al fiume; abbiamo
catturato una deliziosa tartaruga DI TERRA enorme;
abbiamo visto vari serpenti d'acqua, un cucciolo di boa
e vari uccelli; l'ultima notte a pochi metri dalla
tenda abbiamo trovato un piccolo di caimano di un metro
e mezzo. la mamma misurera' 5 o 7 metri... quella notte
non ho dormito molto ed ho capito che nella foresta non
esiste il silenzio! La notte appartiene agli animali e
non all'uomo. La foresta non dorme anzi di notte e'
ancora piu' viva, piena di rumori, tutto si muove
ininterrottamente; si sentono i macas che mangiano le
angurie sulla spiaggia, i delfini rosa che si tuffano
nel fiume ecc. in tutto questo io pensavo sempre che
fosse la mamma del coccodrillo nero: per fortuna
chi guidava la canoa a motore era anche un buon
cacciatore e devo dirvi che il coccodrillo nero
arrostito e' squisito...
Con le infermiere abbiamo
visitato varie comunita' indigene cashinahua; le
infermiere visitano mensilmente le comunita' con visite
brevi. Per me e' difficile interagire con le persone e
parlarci approfonditamente quando le visite durano
poche ore, ciononostante ho avuto la possibilita' di
osservare un poco come vivono e conoscere alcuni membri
delle comunita'.
Spero di non avervi annoiati e che
questi racconti vi risultino almeno leggibili! ,
dimenticavo: noi, io e padre Miguel, stiamo bene.
la selva, con tutte le sue difficolta' rimane un luogo
dall'indescrivibile ricchezza e bellezza, come i suoi
abitanti.
un caro saluto a tutti manuela
Carissimi dei ponti,
E’ come se vi portassi con me in questa esperienza di conoscenza e analisi della realtà del Purus,
dunque ricevere i vostri dubbi e curiosità mi fa piacere e mi aiuta a focalizzare il risultato di questo mese e mezzo
su alcune tematiche che sono di vostro interesse e prioritarie.
Purtroppo da qui non è facile scrivervi con costanza perché la luce c’è per pochissime ore al giorno, (quando c’è).
Potrei iniziare a rispondere alle vostre domande dalla questione della strada e del parco naturale:
In un messaggio precedente avevo spiegato la situazione di monopolio in cui vive Puerto Esperanza ed il Purus;
mi riferisco al monopolio del trasporto aereo di persone e di merci che costringe gli abitanti del Purus a
viaggiare spendendo l’altissima somma di 800 nuevos soles(Ndr 1 Nuovo Sol = 0,2341 Euro) andata e ritorno da Pucallpa e a pagare 4 nuevos soles
per kg per il trasporto aereo delle merci. La logica conseguenza è una vertiginosa crescita del prezzo del
combustibile che a Puerto Esperanza che arriva ad un prezzo 2 o 3 volte superiore a quello del resto del paese;
inoltre il costo dei prodotti che entrano via aerea cresce di almeno il 100% rispetto al resto del paese
e per alcuni prodotti del 200 o 300 %.
La mobilita’ delle persone risulta difficile a causa degli alti costi del biglietto e l’evacuazione di emergenza dei malati ancora più problematica per l’incostanza e l’imprevedibilità dei voli aerei.
Dal problema di accesso a Puerto Esperanza nasce la proposta della strada che si presume risolva tutti i problema del Purus: non solo quelli di trasporto ma anche quelli di “ingresso della produzione del Purus nel mercato”. Attualmente il mercato della regione consiste nella cittadina di Puerto Esperanza, abitato da circa 800 “meticci” proveniente da altre zone del paese; nel resto del Purus, costituito da 42 comunità indigene di 9 etnie differenti i prodotti vengono prevalentemente scambiati, dunque non esistono altri centri economico-commerciali. La produzione agricola attualmente è quasi esclusivamente di sussistenza se non per gli eccedenti di banane, manioca e alcuni altri prodotti trasportati e venduti a Puerto Esperanza.
Il Governo Peruviano con un decreto del 2004 istituisce il parco naturale dell’Alto Purus in seguito all’ondata di incentivo economico elargito dalla Banca Mondiale per la creazione di parchi naturali. Un’area di 2,7 milioni di ettari viene dichiarata riserva di protezione integrale, la più grande di tutto il paese, “ammortizzata” dalla cosiddetta area di riserva comunale che comprende invece la zona abitata dalle comunità indigene.
Per la gestione del Parco Nazionale dell’Alto Purus nasce l’omonima entità, in collaborazione con il Ministero dell’agricoltura e con l’INRENA (Istituto nazionale Risorse Naturali); per gestire la riserva comunale il WWF crea una ONG chiamata ECOPURUS con forte presenza indigena al suo interno.
Il Parco Naturale dell'Alto Purus inizia attualmente un percorso di gestione partecipativa attraverso la creazione del Comitato di gestione del parco.
Con la nascita del parco nazionale sembra venir meno la possibilità di costruire la strada in quanto questa passerebbe obbligatoriamente sia nel territorio del parco che della riserva comunale.
Tutto ciò spiega l'attacco al WWF e ad altre organizzazioni e questa criminalizzazione del parco giustificata nel seguente modo: le organizzazioni americane avrebbero rubato un pezzo di Amazzonia ai legittimi proprietari per proteggerne l’ossigeno in modo che i paesi industrializzati possano continuare ad inquinare, precludendo ogni possibilità di SVILUPPO del Purus. Nel discorso del comitato pro strada i paesi occidentali rubano, per mano del WWF, una porzione di foresta sottraendo libertà, ricchezza e futuro al Purus; nello stesso discorso di esasperata denuncia il Purus è costretto all’estrema povertà a causa di un parco naturale che si prefigge di conservare le specie animali e vegetali dimenticando coloro che vi abitano.
Nonostante sia risaputa l'esistenza di forti interessi americani in Amazzonia , il discorso dell'internazionalizzazione dell'Amazzonia e del complotto delle organizzazioni diventa spesso a un'idea o una paura precostituita e stereotipata.
A mio avviso la critica che bisogna fare a queste grandi organizzazioni è sicuramente quella di aver prestato poca attenzione alla realtà socio-antropologica nel loro agire e non aver utilizzato fortemente metodologie partecipative in tutti i momenti del loro agire.
Dunque anche nel discordo di padre Miguel, uno dei principali sostenitori delle idee sopracitate, la responsabilità dei problemi del Purus ricade sul parco anche perché impedisce la costruzione della strada. In realtà questa responsabilità gli spetterebbe solo indirettamente in quanto il reale problema di Puerto Esperanza è dovuto al monopolio, alla corruzione che origina la cattiva gestione dei fondi e delle politiche dirette alla popolazioni.
L’altro importante attore dello scenario purusino è il madereiro: il tesoro del Purus è il legname che sappiamo essere ben quotato sul mercato internazionale; in questa regione esistono alcune specie vegetali pregiatissime quali la caoba (il cosiddetto oro rosso dell'Amazzonia) ed il cedro, ormai introvabili in gran parte della foresta amazzonica a causa del disboscamento e della vendita di queste risorse pregiate.
I madereiros pagano 0.50 soles per pie (è un'unità di misura usata per il legname) agli indigeni per estrarre il legname dal loro territorio, lo trasportano e vendono il legname a Pucallpa a 7 soles per piè ed a Lima a 12 soles per piè e a prezzo ancora maggiore negli Stati Uniti, mercato principale della caoba peruviana. Il pagamento avviene nella maggior parte dei casi in forma di beni di consumo: sale, zucchero, sapone, riso e combustibile ecc. quotati pero´ in base ai prezzi altissimi del Purus.
Inoltre molto del legname che esce dal Purus è tagliato illegalmente, o meglio, è estratto da altre zone di foresta vergine, che mai vengono riforestate, e fatto passare come estratto dalle zone in cui il madereiro ha una concessione. Il controllo da parte delle autorità preposte è praticamente inesistente, anche perché spesso l'attività illegale è, anche per queste, fonte di guadagno´
Attualmente non esistono studi di impatto ambientale, economico e socio-antropologico della strada; le comunità non sono state informate in modo oggettivo e completo sull'argomento.
La missione è costituita dalle varie abitazioni e strutture; al suo interno si trova anche un orto, dei campi in cui verra´ piantato il mais, allevamento di polli, galline, 2 mucche ed alcuni animali che esistono solo qui e di cui non conosco il nome in italiano. La missione porta avanti le seguenti attività :
-ufficio di diritti umani (interviene nei casi di violazione dei diritti cercando una concertazione fra le parti)
-radio esperanza
-odec che si occupa dell'educazione cattolica nelle scuole
-l'istituto tecnologico di industria alimentare
-la rivista “Palabra Viva”
spero di non aver dimenticato nulla.
All'interno della missione vivono permanentemente una cuoca tuttofare e una professoressa dell'istituto, sociologa di formazione che contribuisce all'organizzazione della casa.
Il fine settimana la missione ospita anche 2 professori che durante la settimana insegnano nelle scuole delle comunità indigene. Saltuariamente la missione ospita anche 2 infermiere che lavorano nel centro di salute in una comunità indigena nell'ambito di un progetto del vicariato, la loro permanenza è sempre breve e legata all'esecuzione della parte burocratica progetto (invio di documenti, relazioni e simili).
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